Essere Madre

Mt 28,1-10, notte di Pasqua 2026
Le due Marie scoprono che il loro Gesù era sparito da dove l’avevano deposto la sera dell’altro ieri, quando avevano sepolto con Lui le aspettative di avere una vita diversa, migliore di quanto il loro tempo aveva mostrato loro.
Erano morte con Gesù la Speranza di un mondo giusto, era morta la certezza delle parole di Gesù, che spiegava che si poteva vivere insieme senza essere sopraffatti dalla violenza dei gesti e delle parole. Era morta la poesia e la grandezza delle beatitudini, il discorso della montagna, con il quale aveva conquistato il cuore e la vita di tante persone. Dopo l’annuncio dell’Angelo, nel loro cuore, per interminabili attimi, erano spariti, nel dubbio che non fossero mai accaduti, anche i miracoli che Gesù aveva compiuto sui corpi, ma soprattutto nella vita di molte persone.
Maria di Magdala e l’altra Maria si guardarono, certamente incredule e spaventate, non sapevano che cosa stesse accadendo, ci fu anche un terremoto, ma l’Angelo disse loro di non temere, Lui non era più nel sepolcro. Va bene, ma dove era allora, Gesù, ma ora, dove è?
Gesù ora è in Ucraina e Russia, in Israele, a Gaza e in Cisgiordania, in Libano, Siria, Yemen, Iraq, Iran, in Sudan, in Sudan del Sud, Etiopia, Somalia, Repubblica Democratica del Congo, Mali, Burkina Faso, Niger, Mozambico, Nigeria, in Myanmar, Afghanistan, in Messico, Colombia, in Venezuela e altri Paesi ancora che soffrono per la guerra, malattie, disordini e fame. É nel barcone dei migranti che hanno il cuore in gola su un mare scuro, è negli occhi di chi sta morendo di morte violenta o di morte naturale. È vicino a chi è in difficoltà, è nel cuore di chi è stato abbandonato negli affetti o dalla società, affianco a chi non ce la fa! Ma è anche nel grido del bimbo o della bimba che sta nascendo e nel pianto di gioia della sua mamma, è in un problema che si è risolto, è in una malattia guarita, e nella mano tesa di uomo verso l’altro uomo, è in un passo avanti della scienza, è in chi tenta di fare la cosa giusta e magari ci riesce, o forse no. È con chi lo ha riconosciuto, è con chi lo ha rinnegato, è con chi dice averlo trovato ma solo per convenienza. Gesù Risorto non poteva rimanere nemmeno nel sepolcro perché è risorto. Il risorto non è un’ideologia o l’immagine di un personaggio mitico, il Risorto è la luce che squarcia e spazza via le tenebre dall’umanità e non avranno più diritto di entrare nella vita dell’uomo, di nessun essere umano, nessun uomo potrà più essere avvolto dalle tenebre, nessun uomo, perché egli è risorto per tutti, anche per quelli che non lo sanno, anche per quelli che è morto e basta. Spazza via le tenebre, salvo la libertà, dono di Dio, di rimanervi. Ma perché Gesù Risorto non si è rivelato subito a Pietro o a Giovanni (colui che amava) oppure a uno degli apostoli “ufficiali”? Perché si è voluto mostrare prima alle donne? Perché Gesù, conosceva bene il cuore di quelle donne, conosce bene tutte le Marie presenti, i cuori di tutte le donne che sono madri anche senza figli propri, anche qui, stanotte, ed era, ed è certo, che loro non avrebbero sprecato tempo a farsi domande oziose e inutili, non avrebbero mai sprecato quella gioia infinita in complessi ragionamenti, ma appena riconosciuto Gesù lo adorano, e si gettano ai suoi piedi, ma non come atto di sottomissione, ma come segno concreto di gioia, incredula per quanto stava accadendo, come segno di ringraziamento che tutto ciò che avevano ricevuto da quel Gesù, al quale avevano creduto era vero. Avevano ricevuto gioia, e chi meglio delle donne avrebbero potuto capire, con il loro pratico ragionamento ma soprattutto con la loro fede? Maria, non è forse Madre della Chiesa e Madre del Risorto, non è la Theotokos Madre di Dio, e la Chiesa non è forse la Santa Madre Chiesa? E l’apostolo Giovanni, simbolo di tutta l’umanità non viene forse consegnato a Maria? Perché Gesù ha donato la sua primizia alle due Marie?
Perché la Donna è Madre, colei che genera vita.